Terminus radioso

Pomeriggio sonnolento in libreria, presentazione di libro non propriamente affollata da schiere di lettori interessati, ma una perla c’è in ogni caso. È lì con noi il celebre critico letterario, nonché scrittore e professore universitario. Affabile, simpatico, cordiale come pochi. Si aggira tra gli scaffali, si sofferma in particolare nel settore per bambini, si informa sull’andamento di una libreria indipendente come la nostra, di recentissima apertura. Scambia qualche frase con noi sulla sua attività di critico, sulla quantità di volumi che gli vengono sottoposti. Si parla delle piccole e medie case editrici, che noi tentiamo di valorizzare e mettere in rilievo. Ha in mano un libro 66thand2nd. E qui cala l’asso. Poche battute ed ecco che ci regala una recensione volante, che afferriamo avidi. La condisce con un paragone culinario: è come trovarsi davanti a un miscuglio di ingredienti i più diversi e apparentemente non amalgamabili tra loro. Sei convinto si tratti di un piatto più o meno immangiabile. Invece funziona. Gusto denso e forte, sapori già noti ma rivisitati. Contenitore in salsa fantascienza e fantasy, ma dentro c’è un po’ tutto. Dick, Mc Carthy, VanderMeer e tanto altro. Non sono sicuro che il grande critico si sia espresso proprio così, anzi non ci giurerei affatto. Però io Terminus radioso consiglierei davvero di leggerlo.

Signor C.

Terminus radioso, Antoine Volodine

Traduzione di Anna D’Elia

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