Michel Houellebecq – Piattaforma

880177Mi ricordavo bene le polemiche e i dibattiti quando fu tradotto La versione di Barney. Il giornale di Giuliano Ferrara aveva salutato con favore un autore che smontava gran parte delle convinzioni e dei miti del mondo intellettuale progressista. Ma per Richler si trattava delle sindrome dell’intellettuale nordamericano, si muoveva tra donne, alcool e il proprio enorme ego. Con Houellebecq è stata tutt’altra musica. Altro che smontare. È calato sulla satolla e soddisfatta società europea occidentale con la delicatezza di un macellaio che fa tutto a pezzi con la mannaia, che strappa via le budella a mani nude. 71FOImoJMHLE le reazioni critiche, gli entusiasmi e le astiose avversità sono stati proporzionali. Del resto, non si può dire non sia vero quello che si è scatenato contro di lui. Sì, è insopportabile, irritante, crudele, odioso, razzista, sgradevole nella sua supponenza; al tempo stesso forse furbetto e ammiccante nel suo alternare la narrazione a provocatorie disquisizioni social-culturali. Poi però c’è la lettura; il piccolo particolare del piacere della lettura.
E così mi ritrovo sempre a consigliare i suoi libri agli amici lettori. Perché in fondo a quella ferocia dissacrante e spietata io ci trovo – sembrerà assurdo – una rabbia che nasconde amore per l’umanità, ci trovo la voglia di scandalizzare per scuotere. Piattaforma, con i viaggi organizzati in Thailandia, con i villaggi a Cuba, le solitudini, i soldi, lo squallore materialista, il sesso, l’amore improbabile, la morte, la disperazione, alla fine mi lascia dentro un’altra cosa: la compassione per quei poveri, illusi, soli esseri umani che siamo.

Signor C.

Piattaforma, Michel Houellebecq, Bompiani

Traduzione di Sergio Claudio Perroni

Post a comment