Un Sogno…

Io non me lo ricordavo il nome della libreria che dá inizio all’avventura. Non ricordavo neppure i nomi di tutti i personaggi che entrano ed escono dalle pagine del libro. Mi si mescolavano in testa man mano che li associavo a una figura, a un colore, a una voce. Naturalmente confondevo  passaggi e intrecci della storia. Però mi era rimasto dentro Bastian che legge, Bastian che mette da parte solitudine, isolamento, paura, incomprensioni, difficoltà pratiche, e legge, legge sempre; un bambino incollato alle pagine del libro. La storia infinita è la sua, la fantasia è la sua. E lì sul quel punto ci siamo ritrovati. Così, quando è saltato fuori il nome Coreander, a far rotolare la fantasia ci abbiamo pensato noi. Poi l’immaginazione ha preso forma. E’ una libreria. Ho voglia di vedere ogni giorno le facce di chi entra per guardare e toccare libri (speriamo per comperarli!!). Mi piacciono le facce degli umani che guardano libri, che leggono libri, che parlano di libri. Mi fanno calore. Forse emanano calore proprio perché leggono libri. Chissà. In fondo, lo scriveva pure nelle sue lettere quell’altro grande isolato dal mondo, l’ebreo di Praga, il K più famoso della terra: “Un libro è un’ascia per il mare ghiacciato che è in noi”

Signor C.

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